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Oggetto: |
BresciaOggi |
Ricevuto il: |
20/05/2006 13:15 |
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Sabato 20 Maggio 2006
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Un´impresa sportiva di due bresciani, con
la collaborazione di «Cuore Amico» e del Broletto Dall´Adamello al Po per solidarietà
Guido Bonvicini e Stefano Miglietti,
un´avventura per il Congo
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Ripercorrere il ciclo dell´acqua: partire dal cielo,
ritrovarsi a terra e poi salire di nuovo in cielo per
discendere poco dopo. Proprio come una goccia d´acqua: Guido
Bonvicini e Stefano Miglietti partiranno lunedì prossimo per
questo grande viaggio avventura che li porterà, domenica 28, a
concludere la loro impresa con il raggiungimento del mare, nei
pressi delle foci del Po, dopo essere partiti, pochi giorni
prima, dal ghiacciaio dell´Adamello, aver attraversato
montagne, laghi e fiumi. Un´avventura straordinaria che
porterà i due sportivi bresciani a cimentarsi in 21 discipline
diverse: dallo sci al rafting, dall´alpinismo al torrentismo,
passando attraverso gli spostamenti in mongolfiera e canoa. Un
lungo viaggio che nasconde anche un significato benefico:
parte del denaro raccolto verrà destinato alla costruzione di
un pozzo di acqua potabile nella zona di Kisangani, nella
repubblica del Congo, che sarà curato dall´associazione
bresciana «Cuore Amico» di don Armando Nolli. «I nostri due
atleti stanno per prendere parte ad un´avventura che nasconde
tante sfaccettature - sottolinea il presidente della Provincia
Alberto Cavalli - . Questo loro viaggio nasconde qualcosa di
mitico e leggendario, nell´immaginario dell´uomo un viaggio
significa per lo più avventura. In questo caso invece
nell´impresa è nascosto anche un grande significativo
educativo, dal momento che una parte delle risorse economiche
raccolte saranno destinate ad un´opera che dovrebbe garantire
acqua potabile ad una regione che ne ha grande bisogno. Senza
acqua non c´è vita: è un bene molto prezioso». Pronti a
lasciare le Prealpi bresciane per raggiungere il mare, i due
bresciani dovranno anche confrontarsi con attività che non
conoscono in maniera approfondita. «Dovremo cimentarci in 21
discipline - ricorda Stefano Miglietti - , e non siamo ben
preparati in ogni campo. Dove avremo carenze, ci sarà qualcuno
che ci darà una mano. Al di là dell´impresa sportiva, il
nostro obiettivo è quello di spostare l´attenzione sul
problema dell´acqua, che noi non avvertiamo ma che in alcune
regioni penalizza fortemente la popolazione». In linea con
il compagno di viaggio anche Guido Bonvicini, che sottolinea
come la loro avventura conti solamente su mezzi di trasporto
ecocompatibili. «Noi ci spostiamo senza l´ausilio di motori -
sottolinea Bonvicini - . Vogliamo dimostrare quante cose si
possono fare con l´aiuto della natura. Nel Congo il problema
dell´acqua è una piaga rilevante; noi non ce ne accorgiamo ma
in futuro potremmo doverci misurare con questo problema. Siamo
fortunati, usiamo l´acqua per giocare e divertirci; in altri
posti le risorse idriche servono per sopravvivere. Per quelle
che sono le nostre possibilità, daremo qualche migliaio di
euro a questo progetto, nella speranza che possa risolvere un
problema molto importante». L´attenzione verso chi soffre
o deve confrontarsi con problemi di sopravvivenza conferma la
grande sensibilità dei bresciani verso le popolazioni in
difficoltà. «La ricchezza umana che caratterizza questi due
ragazzi - sottolinea l´assessore allo sport della provincia di
Brescia Alessandro Sala - riflette il modo di essere di una
provincia da sempre molto sensibile. Il volontariato e
l´attenzione verso chi soffre è da sempre molto radicato nel
nostro territorio». Daniele
Bonetti
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